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Albano, un città ricca di storia

 

 

 

 

 

Via Appia Antica (Wikipedia)

Raccontare la storia millenaria di Albano significa percorrere a ritroso nel tempo un itinerario leggendario che, dopo i primi insediamenti umani databili al I millennio a.C. , si snoda lungo il percorso della via Appia.
L’antica strada consolare romana (nell'immagine accanto) è una delle arterie che insieme agli acquedotti e alle cloache fu fondamentale per la ‘costruzione’ dell’Impero e della Civiltà romana, come ricorda lo storico greco del I secolo a.c. Strabone.
E' proprio lungo l’Appia, tra questa e il lago ed alle pendici occidentali dei Colli Albani, che fin dal più antico periodo repubblicano i patrizi romani fecero costruire imponenti e ricche domus da utilizzare per l’ozio e gli svaghi: ebbero qui la loro dimora il grande condottiero e politico Pompeo Magno ed anche uno tra i più grandi filosofi latini, Seneca.
Ancora in epoca imperiale Albano continuò ad essere scelta per la costruzione di ville suburbane: lo stesso imperatore Domiziano fece erigere qui la sua monumentale residenza, alternativa alla ‘domus imperiale’ di Roma.
La destinazione d’uso di Albano cambiò nei primi anni del III secolo: l'imperatore Settimio Severo nell’anno 202 scelse la cittadina ed il suo territorio quale sede della II Legione Partica a lui fedele. Questo ovviamente condizionò lo sviluppo urbanistico del territorio, poiché furono costruiti  i Castra Albana, imponenti accampamenti militari e tutta una serie di edifici funzionali alla vita delle legioni.

 

 

 

L'accampamento della Legione

I resti di questi edifici sono tuttora visibili ad ogni visitatore che voglia fare un viaggio nel tempo e guardare con occhio attento ciò che lo circonda: resti dei Castra si conservano lungo il Corso, nelle mura di Piazza San Paolo e nei pressi dell'Anfiteatro romano, costruito dalle stesse maestranze della Legione partica.
La Via dell’Anfiteatro romano segna oggi il confine settentrionale della città e, con Via San Leonardo Murialdo, delimita il nostro Istituto.
 
La Storia di Albano subisce una battuta d'arresto nel periodo successivo alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente: invasa e saccheggiata più volte dagli eserciti barbari invasori, poi di nuovo durante la Guerra greco-gotica, ancora nel 1142 dai Saraceni ed infine nel 1168 quando, dopo la battaglia di Prata Porci, il popolo romano si vendicò con una feroce devastazione della città che aveva parteggiato per l'imperatore Federico Barbarossa contro l’Urbe.
 
Furono i papi Innocenzo III, Onorio III e Niccolò III nel corso del XIII secolo a restituire dignità alla cittadina, che divenne inizialmente feudo della famiglia Savelli per passare nel 1697 sotto il controllo diretto della Santa Sede.
E' in questi anni che il centro storico di Albano risorge a nuova vita, affermandosi come una delle mete preferite del Grand Tour che artisti e amanti dell’Arte antica da tutta Europa effettuavano nella penisola italiana, alla ricerca di un rapporto diretto e suggestivo con la Classicità.

 

 

 

 

Catasto Gregoriano

Il Catasto Gregoriano documenta dettagliatamente la rinascita architettonica della zona detta del Tridente.
Nel cerchio rosso la posizione dell'Istituto Murialdo.

 

 

Non stupisce, ad esempio, che Caspar Van Wittel abbia immortalato in una vivace istantanea pittorica il convento di San Paolo e i giardini di Palazzo Rospigliosi, ora Istituto Murialdo, edificato nel 1667, in occasione della visita di papa Clemente XI, il 1° giugno 1710.

 

 

C. Van Wittel, Piazza san Paolo

C. Van Wittel, Piazza san Paolo (1710) - Firenze, Galleria Palatina
Nella parte bassa a sinistra i giardini di Palazzo Rospigliosi, oggi Istituto Murialdo

 

 

Durante gli anni che videro Napoleone in Italia, Albano si proclamò ‘Repubblica sorella’ della nascente Repubblica romana, esattamente il 18 febbraio 1798.
Dopo una serie di eventi che videro la cittadina occupata e saccheggiata anche dalle truppe di Gioacchino Murat,  Albano  in seguito alla caduta dell’Impero e del potere di Napoleone Bonaparte tornò a far parte dei territori dello Stato Pontificio ed il 6 luglio del 1816 papa Pio VI la proclamò sede del Governo;  tale rimase fino a quando entrò far parte con tutto il suo territorio del Regno d’Italia.
 
Albano fu fortemente ferita dai bombardamenti alleati dell’inverno del 1944, che non risparmiarono neanche gli edifici religiosi annessi al complesso della Villa Pontificia ed una parte dello stesso nostro Istituto.
La fine del Secondo conflitto mondiale e l’immediato dopoguerra la videro risorgere dalle sue ceneri per tornare ad essere quel luogo ricco di vita e attento ai ricordi e alle testimonianze del suo importante e suggestivo passato, così come ci appare oggi.